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domenica 22 aprile 2018

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Risparmio Energetico - Detrazione IRPEF 65%
 
Detrazione 65% per interventi di riqualificazione energetica.

Convertito in legge il decreto che proroga i bonus per l'edilizia e innalza l'aliquota di detrazione per interventi di riqualificazione energetica dal 55% al 65%.
 
Le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico sono state introdotte con la Legge 27 dicembre 2006 n.296, che prevedeva la possibilità di detrarre dall’IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) o dall’IRES (imposta sul reddito delle società) il 55% delle spese sostenute per interventi edilizi che perseguivano tal fine.
L’agevolazione sul risparmio energetico è rimasta in vigore per quasi 7 anni mantenendo sempre la medesima percentuale di detrazione e divenendo quindi nota come detrazione 55%. Tuttavia con il D.L. 4 giugno 2013 n.63 (entrato in vigore il 6 giugno 2013) e la sua successiva conversione in Legge con modificazioni (Legge 3 agosto 2013, n.90 entrata in vigore il 4 agosto 2013) la percentuale della detrazione è stata innalzata al 65%.
Oltre ad innalzare la percentuale di detrazione, ne è stata prorogata anche la scadenza.
Per interventi realizzati su edifici privati o porzioni private di edifici è stata stabilita la scadenza al 31 dicembre 2013, mentre per interventi su parti comuni di edifici condominiali la proroga è al 30 giugno 2014. La differenza tra interventi su edifici privati e interventi su edifici condominiali è scaturita dal fatto che questi ultimi spesso richiedono tempi più lunghi, poiché vanno discussi in assemblea e poi votati.
La Legge 3 agosto 2013 n.90 si impegna inoltre a stabilizzare le agevolazioni per la casa a partire dal 2014, in particolare a definire entro il 31 dicembre 2013 incentivi strutturali per il miglioramento, l’adeguamento antisismico e la messa in sicurezza, l’efficienza idrica (tra cui gli impianti di depurazione delle acque da contaminazione di arsenico), le schermature solari, la micro-cogenerazione e la micro-trigenerazione e la sostituzione di coperture in amianto. Gli interventi appena elencati non sono quindi ancora agevolabili, al momento si tratta solo di un impegno per il futuro, pertanto, in attesa di ulteriori definizioni, analizziamo ciò che è attualmente in vigore per la detrazione sul risparmio energetico (65%).


Caratteristiche dell'edificio indispensabili per accedere alla detrazione 65%
L’edificio su cui si eseguono gli interventi deve essere esistente e già dotato di impianto di riscaldamento (ad eccezione del solo caso dell’installazione di pannelli solari dove l’esistenza dell’impianto di riscaldamento non è obbligatoria). Inoltre, a differenza della detrazione per le ristrutturazioni edilizie che è valida solo per le abitazioni, quella per il risparmio energetico può essere utilizzata per edifici di qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive o artigianali, ecc.).
La prova di esistenza dell’edificio è data dall’iscrizione al catasto, oppure dalla richiesta di accatastamento, ed anche dal pagamento dell’ICI a partire dal 1997, se dovuta.
 
 
Interventi che possono beneficiare della detrazione 65%
Esistono quattro categorie di interventi ammesse alla detrazione fiscale e ad ognuna di esse è associato un valore massimo di detrazione:
 
- Interventi di riqualificazione energetica di edifici esistenti:
Comprendono qualsiasi intervento, o insieme sistematico di interventi, che permetta all’edificio di raggiungere un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale inferiore a precisi limiti. Per questa categoria non sono definite tanto le tipologie di opere, ma il valore finale raggiunto da queste, qualsiasi esse siano.
Per gli interventi di riqualificazione globale il tetto massimo di detrazione è 100.000 euro.

- Interventi sugli involucri degli edifici:
Comprendono interventi su coperture, pavimenti e pareti che delimitano il volume riscaldato.
Rientrano fra questi anche la sostituzione di porte di ingresso e finestre.
Per questa categoria è importante che i valori di trasmittanza delle partizioni orizzontali o verticali e dei serramenti rispettino determinati limiti di trasmittanza.
Il limite della detrazione per interventi sugli involucri degli edifici è di 60.000 euro.

- Installazione di pannelli solari:
Installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici, produttivi e ricreativi.
È indispensabile avere una garanzia di 5 anni per pannelli e bollitori e di 2 anni per gli accessori e i componenti tecnici. Inoltre, i pannelli devono essere conformi a determinate norme UNI EN ed essere certificati da un organismo dell’Unione Europea o della Svizzera.
Il limite della detrazione per l’installazione di pannelli solari è di 60.000 euro.

- Interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale:
Sono compresi gli interventi di sostituzione di impianto di riscaldamento esistente con impianto dotato di caldaia a condensazione e contestuale messa a punto dell’impianto di distribuzione, oppure con impianti di riscaldamento con pompe di calore o impianti geotermici a bassa entalpia.
Rientra anche la sostituzione di uno scaldacqua tradizionale con pompa di calore per la produzione di acqua calda sanitaria.
Il limite della detrazione per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale è di 30.000 euro.
 
 
 
FOTOVOLTAICO - Detrazione IRPEF 50%

 

 
 

 

L’Agenzia delle Entrate dichiara possibile la detrazione 50% per il fotovoltaico
 
Una recente nota dell'Agenzia delle Entrate ha chiarito un importante aspetto relativo all'installazione di impianti fotovoltaici e alla possibilità di poter usufruire della detrazione fiscale prevista per gli interventi di ristrutturazione di edifici esistenti.
La precisazione ufficiale (nota Prot. 2012/137364) è arrivata in risposta al quesito posto da un portale Internet che si occupa di energia.
Il chiarimento si è reso necessario anche perché, fino ad ora, alcuni degli uffici dell’Agenzia diffusi sul territorio avevano interpretato in maniera diversa l’uno dall’altro la norma, per cui si è assistito a casi in cui alcuni cittadini sono riusciti ad accedere alle detrazioni per il fotovoltaico ed altri in cui ciò non è avvenuto. Serviva chiarezza e finalmente è arrivata.
L'Agenzia ha chiarito che tale tipo di interventi rientra in quelli di recupero del patrimonio edilizio esistente e pertanto può usufruire dell'incentivo fiscale del 36%, che fino al 31 dicembre 2013 è innalzato al 50%. Resta ovviamente esclusa la realizzazione di impianti di tale tipo su edifici di nuova costruzione.
Infatti la Direzione Centrale Normative dell'Agenzia delle Entrate ha pubblicato lo scorso 2 aprile, la
risoluzione n. 22/E, che, entrando nello specifico, stabilisce che per beneficiare della detrazione fiscale, attualmente al 50%, (...) l'installazione dell'impianto fotovoltaico deve essere direttamente al servizio dell'abitazione del contribuente, utilizzato, quindi, per fini domestici come ad esempio quelli di illuminazione o alimentazione di apparecchi elettrici.
Ne consegue che, solo nell’ambito privato, tutte le spese sostenute per l’acquisto e l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica, i costi e l’installazione dei pannelli solari, fino a 20 kw di potenza nominale, possono beneficiare della detrazione IRPEF nella misura prevista dalla legge.
 
 
Detrazione 50% per pannelli fotovoltaici
L’installazione di impianti fotovoltaici non è compresa, però, tra gli interventi agevolabili per il miglioramento delle prestazioni energetiche con l'incentivo del 55%.
Tale tipo di impianti, infatti, non rientra tra gli interventi di efficientamento energetico previsti dalla normativa che disciplina questa detrazione, in cui sono annoverati solo i pannelli per il solare termico, utilizzati per la produzione di acqua calda sanitaria.
In poche parole il fotovoltaico non è considerato come un sistema in grado di far risparmiare energia elettrica, ma semplicemente come un impianto per produrla.
La detrazione per il fotovoltaico non è però cumulabile con gli incentivi del Conto Energia.
In pratica se si richiede l'incentivazione per l'intervento di installazione dell'impianto, non si potrà poi godere delle tariffe incentivanti previste dal Conto Energia per la produzione di energia elettrica.
Ogni utente, quindI, dovrà scegliere se usufruire delle tariffe incentivanti o delle detrazioni fiscali. Poco male, perchè attualmente, secondo il contatore del Gse, siamo ormai vicini al raggiungimento del tetto massimo di spesa stabilito dal Governo per il
Quinto Conto Energia, previsto dal decreto Ministeriale 5 luglio 2012, superato il quale non ci saranno più incentivi disponibili da erogare, con il rischio per molti richiedenti di rimanere esclusi.
Inoltre, in base ai calcoli effettuati da alcuni tecnici, anche di fronte alla possibilità di poter accedere agli incentivi, potrebbe risultare più conveniente per il contribuente usufruire, invece, delle detrazioni fiscali.
Anche perché recentemente la stessa Agenzia delle Entrate ha espresso parere sul fatto che le tariffe omnicomprensive del Quinto Conto Energia possono essere considerate quale reddito da tassare e quindi vanno inseriti nel computo dell’IRPEF sotto la voce Altri redditi. Quindi si andrebbe incontro ad una stangata fiscale sotto forma di tassazione del reddito da energia immessa in rete, alla quale si potrebbe invece sfuggire rinunciando agli incentivi del Conto Energia.

Infine, aspetto da non trascurare, è che la pratica per l'accesso alle detrazioni fiscali è sicuramente molto più snella e semplice, dal punto di vista burocratico, rispetto agli adempimenti richiesti per accedere al Quinto Conto Energia.

La risoluzione n. 22/E non pone invece limiti allo Scambio sul posto e ritiro dedicato dell’energia prodotta, quindi la detrazione IRPEF è cumulabile con questo tipo di incentivi
 
 
Chi può richiedere la detrazione 50% per pannelli fotovoltaici
L'ammontare massimo di spesa per il quale si può beneficiare della detrazione è di 96.000 euro fino al 31 dicembre 2013. Successivamente, con il ritorno al 36% di detrazione, il tetto di spesa scenderà di nuovo a 48.000 euro.
Possono accedere alle detrazioni non solo i proprietari dell'immobile interessato, ma tutti coloro che esercitino su di esso un diritto reale di godimento, quindi:
- proprietari o nudi proprietari;
- titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie);
- locatari o comodatari;
- soci di cooperative divise e indivise;
 - imprenditori individuali, per gli immobili non rientranti fra i beni strumentali o merce;
- soci di società semplici, in nome collettivo, in accomandita semplice e soggetti a questi equiparati;
- imprese familiari, alle stesse condizioni previste per gli imprenditori individuali.
Condizione fondamentale, però, è che sia il richiedente a sostenere le spese e che a lui siano intestati bonifici e fatture.
Allo stesso modo possono usufruire delle detrazioni, purchè sostengano le spese, anche i familiari conviventi del proprietario dell'immobile.

Per poter avvalersi delle detrazioni il contribuente dovrà conservare:
- tutte le fatture di acquisto e di installazione dell’impianto e i bonifici di pagamento;
- tutti i provvedimenti autorizzativi comunali in materia edilizia e urbanistica o l’apposita dichiarazione dell’atto sostitutivo di notorietà del beneficiario.
 
Fotovoltaico a batterie

Fotovoltaico con le batterie anche a casa. Ci pensa anche l'Italia
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-09-12/fotoivoltaico-batterie-anche-casa-105119.shtml?uuid=AbDGxwVI
 
Stop al Conto Energia
Fotovoltaico, stop al conto energia.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-06-06/fotovoltaico-stop-conto-energia-174258.shtml?uuid=AbSRim2H
 
Il fotovoltaico conviene ancora

IL FOTOVOLTAICO CONVIENE ANCORA?
 
La risposta è SI !   Ovviamente SI!
 
 
Intendiamo dimostrare numeri alla mano, che anche senza le tariffe incentivanti del Conto Energia, il fotovoltaico, in particolar modo nel settore residenziale, è tuttora un investimento fortemente allettante per il consumatore finale.
 
Con il raggiungimento del costo cumulato indicativo annuo di 6,7 miliardi di euro, il 6 luglio 2013 il Quinto Conto Energia, meccanismo di incentivazione sugli impianti fotovoltaici, ha cessato di applicarsi.
Da allora e purtoppo, il mercato del fotovoltaico in Italia ha subito un fortissimo rallentamento.
 
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Partiamo dal principio che il risparmio a favore dell’utente finale, si ottiene sommando i seguenti valori:
 
DETRAZIONE FISCALE + RISPARMIO IN BOLLETTA + SCAMBIO SUL POSTO
 
Per dimostrare la convenienza, consideriamo un impianto fotovoltaico da 3kWp, a servizio di un’abitazione residenziale con consumi ipotizzabili di 4.200 kWh/annui
 
Agli attuali prezzi di mercato, fornito e posato in opera “chiavi in mano” con installazione standard e una buona qualità dei materiali, tale impianto può costare all’utente finale, da € 5.500,00 ad € 7.000,00 compresa IVA.
Considerando un importo nella media, il costo considerato sarà di € 6.200,00.
 
 
DETRAZIONE FISCALE
 
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tra i lavori effettuabili sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale del 50%, attiva per i lavori che si concludono entro il 31 dicembre 2013, rientra l’installazione di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica, in quanto basato sull’impiego della fonte solare e quindi, sull’impiego di fonti rinnovabili di energia (risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n. 22/E del 2 aprile 2013).
 
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.
Pertanto, l’utente finale, a fronte di una spesa complessiva di € 6.200,00, usufruirà di una detrazione fiscale pari al 50% ovvero di € 3.100,00, da ripartire in 10 rate annuali da € 310,00.
 
 
RISPARMIO IN BOLLETTA
 
Il risparmio in bolletta è legato al minor costo annuo da sostenere per l’energia elettrica perché una parte di essa verrà prodotta dall’impianto fotovoltaico e autoconsumata.
Per impianti di questa taglia, è prevedibile che circa 1/2 della produzione venga autoconsumata e 1/2 venga ceduto alla rete.
Considerando una produzione media annua in Sardegna di circa 1.400 kWh per ogni kWp installato, per un impianto orientato a SUD e con inclinazione ottimale della falda di copertura (prossima al 30%), abbiamo una produzione di circa 4.200kWh/anno, di cui possiamo ipotizzare che mediamente il 50% (2.100kWh) vengano autoconsumati e il 50% (2.100kWh) vengano ceduti in rete.
Alle attuali tariffe dell’energia elettrica, questo comporta un risparmio in bolletta di circa € 0,23 x 2.100kWh ovvero, un totale di € 483,00 all’anno.
Tale risparmio, ovviamente, aumenterà con l’aumentare, prevedibile, del costo dell’energia elettrica.
 
 
 
SCAMBIO SUL POSTO
 
Resta cumulabile e sempre in vigore lo scambio sul posto, ovvero il sistema, gestito dal GSE, di valorizzazione dell’energia elettrica immessa in rete e successivamente consumata oppure la liquidazione delle eccedenze.
L’energia elettrica autoconsumata non viene contabilizzata dal contatore bidirezionale in quanto consumata a monte dello stesso.
In pratica, nell’arco di tempo di un anno solare, il valore dell’energia elettrica immessa in rete si evince dal contatore bidirezionale di scambio e verrà rimborsata secondo una delle due modalità di seguito indicate.
Nel nostro esempio abbiamo:
 
A)    energia elettrica immessa in rete = 2.100 kWh
Tale energia può essere accumulata e riutilizzata nell’anno successivo e verrà quantificata al netto delle tasse al valore medio di € 0,18/kWh.
In totale = € 0,18 x 2.100 kWh = € 378,00 (risparmio in corrente)
 
B)     energia elettrica ceduta e liquidata come eccedenza = 2.100 kWh
Tale energia elettrica viene valorizzata e pagata alla tariffa prevista dall’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas) all’importo al valore di € 0,10/kWh.
In totale = € 0,10 x 2.100 kWh = € 210,00
 
Tali importi, ovviamente, cresceranno con l’aumentare, prevedibile, del costo dell’energia elettrica.
Ipotizzando un aumento medio annuo del costo dell’energia del 2,5% (che in realtà negli ultimi 10 anni è stato superiore al 6% ndr.), possiamo avere il seguente flusso di cassa per i primi 20 anni:
                            
      

 
Dalla tabella che precede si evince come, nonostante l’assenza dell’incentivo in Conto Energia
 l’impianto fotovoltaico si ripaghi in poco più di cinque anni.

Naturalmente i conteggi su esposti valgono, a maggior ragione,
anche per impianti di potenza superiore.


 
 



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